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Sì Breakfast consiglia

La prima colazione degli italiani

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Non è più il tempo di una semplice tazzina di caffè

Per quanto diversi possano essere gusti e abitudini alimentari, pare proprio che alla colazione gli italiani non intendano rinunciare. A giudicare dai numeri, infatti, se un tempo breakfast significava per molti una tazzina di caffè bevuta frettolosamente prima di uscire di casa o presa al volo al bar, ora sempre più credito ha acquistato il vecchio adagio che consiglia, per salvaguardare benessere e salute, una colazione da re, un pranzo da principe e una cena da povero.

Secondo un’indagine realizzata dall’Osservatorio Doxa per Aidepi (Associazione delle industrie del dolce e della pasta), a saltare il primo pasto della giornata sono ancora sette milioni di italiani, ma per 35 milioni, un numero ben più significativo, la colazione resta il rito imprescindibile di ogni mattina, concedendosi oltre un quarto d’ora e prediligendo prodotti salutistici (scelti dal 44% dei consumatori) e frutta fresca.

Dolce, salata o superproteica?

Ma quali trend si vanno delineando? Sempre secondo l’indagine di Doxa, il 61% degli italiani ritiene che sia migliore una colazione superproteica, mentre il 40% pensa che dal primo pasto del mattino andrebbero eliminati i carboidrati, considerati, invece, dai nutrizionisti l’ingrediente principale. Inoltre, per un italiano su cinque il breakfast dolce andrebbe bandito a favore di quello salato e il 73% boccia tutti i grassi presenti nei prodotti della colazione

Secondo più di un nutrizionista, invece, la ripartizione più corretta del primo pasto della giornata sarebbe data da un 70% di carboidrati, un 20% di proteine e un 10% di grassi. Ma c’è anche una buona fascia di popolazione che sceglie di iniziare la giornata con un pieno di “superfood”, vale a dire alimenti che possiedono un contenuto di nutrienti (vitamine, fibre, sali minerali, antiossidanti ecc.) superiore alla media dei cibi comuni. In testa alle preferenze per ora si mantengono saldamente zenzero e bacche di Goji.

Sempre più all’insegna di salute e benessere

Anche in base alle ultime rilevazioni Nielsen, del resto, nel mondo della prima colazione è l’attenzione alla salute a guidare le scelte. Nell’area dairy, per esempio, nel 2016 sono cresciuti a doppia cifra i prodotti bio e ad alta digeribilità, a scapito del latte fresco (che solo nella grande distribuzione ha segnato un -5,8% a volume e -5,5% a valore) e di quello Uht normale (-5,2% a volume e -10% a valore). Anche per quanto riguarda i prodotti da forno guadagnano terreno tutti i segmenti con una forte connotazione di benessere, complice l’ampia risonanza della questione olio di palma, ormai sostituito con altri grassi nell’offerta della maggior parte dei player del mercato, tanto che i biscotti palm oil free sono in netta crescita da due anni, così come i prodotti arricchiti di frutta, cioccolato, frutta secca ecc. Il segno “più” accompagna anche il comparto delle bevande vegetali consumate in alternativa al latte. Le migliori performance sono appannaggio di quelle a base di avena, mandorla, nocciola e cocco, che hanno messo a segno un +75,1% a volume nonostante un prezzo mediamente più alto del 30% rispetto a quelle di soia, in aumento, invece, di appena il 2%.

Meno caffè, più infusi e tisane

È invece negativo il trend del caffè (-1,5% a volume nel totale Italia), sebbene continui lo sviluppo a doppia cifra di quello in cialde (+14,4%), che per ora costituisce, però, solo poco più del 6% a volume del mercato. Per contro, sono sempre più apprezzati infusi e tisane (+11,3% solo nel canale della distribuzione moderna).

Tirando le somme, dunque, secondo le rilevazioni Nielsen negli ultimi quattro anni i prodotti più classici della colazione (biscotti, merendine, latte) hanno subito un calo a favore di cibi salutistici e a base di soia, riso e senza glutine, i cui numeri sono più che raddoppiati. Di tutto questo sono consapevoli pure i maestri pasticceri, soprattutto quelli più attenti a soddisfare le nuove esigenze dei consumatori, che negli ultimi tempi per questo momento di consumo sperimentano lievitati e prodotti da forno anche in varianti integrali, con farine alternative (di farro, kamut ecc.) e salate. Del resto, a ben vedere, potrebbe essere definita “salutistica” anche una buona brioche realizzata con lievito naturale e senza aromi artificiali.

 

Mariangela Molinari

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