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L'hotel non è una casa

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Ottimizzare spazi e risorse per valorizzare il breakfast

Fin da quando ho cominciato a occuparmi di progettazione per l’ospitalità - cioè circa 25 anni fa – ho quattro idee chiare in mente: la prima è che l’hotel, anche se a gestione famigliare, non è una casa, ma un’attività imprenditoriale e come tale deve creare profitto; la seconda che deve soddisfare le esigenze reali e concrete del viaggiatore, non il narcisismo del progettista; la terza è che è l’occasione ideale per far conoscere all’ospite qualcosa di originale del territorio in cui si trova; ultimo, che è un’attività specializzata che richiede soluzioni specifiche a tutti i livelli, dal design degli arredi alle attrezzature tecniche ai servizi.

Penso soprattutto all’Italia: dal momento che abbiamo il più grande patrimonio artistico culturale del mondo, il maggiore numero di camere d’Europa, una grande differenziazione e originalità dell’offerta alberghiera, un indiscusso primato eno-gastronomico, possiamo affrancarci da modelli di ospitalità che non ci appartengono per cultura e tradizione e provare a svilupparne uno tutto nostro.

È su queste basi che ormai da più di un anno sto lavorando a un progetto sugli spazi e le attrezzature per la prima colazione d’albergo pensato soprattutto, ma non solo, per gli alberghi di fascia media, che in Italia sono circa l’85%, spesso a gestione famigliare, dove obiettivamente c’è più bisogno di intervenire.

E un’offerta di breakfast povera va contro le aspettative dei viaggiatori provenienti dalla maggior parte del mondo, per i quali la prima colazione è il pasto più importante della giornata.

L’obiettivo che ci siamo prefissi con questo progetto è duplice: da un lato ridurre l’incidenza delle voci di costo che non sono percepibili o non interessano al cliente, per mettere quanto si risparmia a disposizione di ciò che a lui interessa di più, cioè la qualità e ricchezza dell’offerta gastronomica; dall’altro trasformare lo spazio della prima colazione da voce di costo a fonte di profitto. Questo spazio infatti è usato solo quattro ore al giorno ma si paga 24 su 24 per tutto l’anno (tasse, personale, costi energetici, pulizie, manutenzione ecc.).

Il progetto mira a riqualificare quest’area per renderla non solo più bella e funzionale, ma in grado di accogliere tanti eventi di tipo diverso, per la clientela dell’hotel ma anche per quella del territorio, privata o aziendale, che è sempre alla ricerca di location per feste di compleanno, festeggiamenti in genere, meeting, dimostrazioni e degustazioni enogastronomiche, presentazioni di prodotti, ecc.

Si tratta di un vero e proprio progetto strategico che riguarda l’arredo, le attrezzature tecniche, il sistema di servizio, la mise en place, e che con un investimento contenuto e non invasivo permette all’albergatore di moltiplicare le fonti di business, intercettare nuova clientela locale, superare il concetto di stagionalità con l’utilizzo della propria struttura nel corso di tutto l’anno, incrementare le risorse per migliorare l’offerta F&B, guadagnare in “brand reputation”, fattore decisivo nell’era di Trip Advisor e Booking. Con le aziende partner realizzeremo nuovi prodotti, arredi e attrezzature In linea con le più avanzate esigenze dell’hotellerie, e forse nascerà anche un modello di ospitalità che ha le sue radici e il suo futuro nella cultura dell’accoglienza e nell’abilità manifatturiera di questo Paese straordinario.

 

Massimo Mussapi

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